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Progetti

Domenica, 15 Gennaio 2012 10:21

Bagnoli: imbarcazioni troppo veloci, nessuno le ha viste

Lo dicevamo da tempo e i fatti ci hanno dato ragione: l'evidente situazione pietosa in cui versa il nostro territorio, dopo anni di sfruttamento e false promesse, la mancata bonifica delle aree ex industriali e l'ulteriore sfacciata proposta dell'organizzazione del “grande evento” American's Cup sul litorale di Bagnoli, ha fatto addirittura intervenire magistratura e ministero che hanno decretato ciò che i cittadini del quartiere sanno da sempre: non ci sono le condizioni ambientali tali da poter ospitare sui suoli di BagnoliFutura (e soprattutto sulla colmata) la tanto acclamata Coppa America. Tempo e denaro pubblico sprecati, come in tutti questi anni di complicità tra amministrazioni locali di centro-destra e centro-sinistra e speculatori.

L'uscita di scena di BagnoliFutura con le recenti dimissioni del CDA (compreso il direttore generale Mario Hubler) sono la conferma di un fallimento - più volte denunciato da chi in questi anni ha combattuto contro la speculazione e lo sfruttamento del territorio - di una società che sarebbe dovuta essere progettuale e attuativa di un percorso di sviluppo e che di fatto si è rivelata interesse personale della solita lobby politico - imprenditoriale che, oltre a deturpare ulteriormente il nostro territorio e tenere in piedi un carrozzone con soldi pubblici, non riesce a portare a termine quasi nulla dei progetti iniziali.

Se è vero che il futuro assetto politico - societario sarà quello di realizzare le opere e venderle di fatto ''pronte all'uso'', questo è di nostro grande interesse. Cittadini, lavoratori, disoccupati e proletari del nostro quartiere faranno da controllori e non permetteremo ulteriori sprechi e devastazioni ambientali.

Sul territorio molte sono le realtà che in maniera autonoma dalle istituzioni cercano di costruire da tempo un'opposizione sociale ai piani di devastazione e saccheggio dei nostri territori. Ne è a dimostrazione il neonato Movimento Disoccupati Flegrei che subito ha assunto un ruolo di controllo del territorio dal basso, creando qualche problema a chi da anni gestisce la “cosa pubblica” come se fosse “cosa privata”.

L'esperienza ci insegna che c'è un collegamento tra bonifica ambientale e sviluppo economico e quindi lavoro: come si fa essere miopi dinanzi a una ovvia conclusione?

Tutti quelli che hanno partecipato a tale scempio, partiti – imprenditori - istituzioni,

sappiano che è l'ora di andare a casa:

Il proletariato rivendica casa, lavoro, servizi e spazi sociali!

E se non ci daranno ascolto, a “casa” ce li mandiamo noi.

Letto 116 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Gennaio 2012 13:06