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CI potete trovare in Via Enea 19/A a Bagnoli (NA)
La zona flegrea (Bagnoli in particolare) ha attraversato una trasformazione politica e del tessuto sociale che ha inciso radicalmente sulle condizioni di vita e lavoro dei settori popolari. Cambiamento che ha rappresentato la cancellazione di quell’esperienza caratterizzata dal protagonismo e della partecipazione politica della classe operaia dell’area del comparto industriale.
Dopo le dismissioni della fabbrica tutte le amministrazioni e politicanti di turno hanno sbandierato la Bagnoli del Futuro, che doveva prevedere riqualificazione, lavoro, servizi sociali, case popolari. Dai 15.000 posti di lavoro alla bonifica, nulla di tutto quello che è stato promesso si è realizzato.
Quando un oggetto esaurisce lo scopo per il quale è stato creato, allora diventa rifiuto. Il processo legato allo smaltimento dei rifiuti, alla loro eliminazione o al loro riutilizzo è stato in questi anni, in Italia, ma soprattutto in Campania, al centro di lotte politiche, territoriali, ambientali, e oggetto di innumerevoli leggi, decreti e deroghe portati avanti sia dal centro-destra che dal centro-sinistra.
Bagnoli ed in generale dell’area flegrea. Una zona che è stata attraversata da una trasformazione politica e del tessuto sociale che ha inciso radicalmente sulle condizioni di vita e lavoro dei settori popolari. Tale trasformazione ha cancellato quasi totalmente l’esperienza del protagonismo e della partecipazione politica della classe operaia dell’area industriale dell’ Italsider – Cementir – Eternit.
A partire dal 1990 (anno del mondiale di calcio in Italia) ad oggi, la zona flegrea (zona ovest del comune di Napoli) è stata continuamente oggetto di enormi speculazioni in campo urbanistico. A partire dalla costruzione di strutture nella zona di piazzale Tecchio (basti pensare alla stazione di Mostra, il cui impianto antincendio si costituisce su costosissimi tubi e bulloni di acciaio inossidabile: lucidi e dal gran colpo d’occhio, ma non necessari per la tenuta della struttura) fino a quelle dell’area da Fuorigrotta a Bagnoli, in cui vi sono state una serie di operazioni dalla dubbia utilità verso la popolazione, che comportano gravi sacrifici per chi la propria città la vive quotidianamente, spesso senza le adeguate forniture di servizi primari.