Sono passati 7 anni dall’11 marzo 2017, quando migliaia di persone scesero in piazza a Napoli per contestare il comizio di Matteo Salvini.

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Un pezzo ampio di società napoletana si mobilitò per raggiungere la vastissima zona rossa predisposta dal ministro degli Interni Marco Minniti, esponente del partito Democratico, a protezione del comizio razzista del leader della lega, destinatario di un “foglio di via”.

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Più volte abbiamo raccontato quei giorni, nel tentativo di contrastare le falsificazioni istituzionali e mediatiche che hanno riproposto il solito copione criminalizzante fatto di regie occulte, ultras, centri sociali e infiltrati, una narrazione buona per ogni occasione, da tirare fuori ogni volta che si voglia delegittimare e criminalizzare il dissenso collettivo oscurandone le reali ragioni.

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Questo racconto, sostenuto dai partiti di destra e di sinistra e propagandato da giornali e televisioni, si è concretizzato nella scelta della Procura di colpire 9 persone, 9 antirazzisti napoletani che, accusati di devastazione e saccheggio, rischiano dagli 8 ai 15 anni di carcere per aver preso parte a una mobilitazione cittadina, larga e partecipata, contro chi da sempre diffonde odio e alimenta esclusione e marginalizzazione delle categorie più fragili della società.

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7 anni dopo continuano gli attacchi nei confronti di chi alza la testa. Una escalation, quella repressiva, che non si è mai fermata, basti vedere le continue accuse ai danni del sindacalismo combattivo, del movimento dei disoccupati napoletano, delle realtà che lottano nelle aree metropolitane, nelle scuole e nelle università o contro la devastazione ambientale.

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Pur mantenendo inalterata la convinzione che non possa esistere lotta contro la repressione senza la messa in discussione dei meccanismi di funzionamento dell'attuale sistema economico e sociale – i meccanismi repressivi garantiscono il funzionamento dello stesso sistema- ribadiamo la nostra piena solidarietà a chi viene colpitə da denunce, multe, fogli di via, processi, infami teoremi associativi.

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L'11 marzo c'eravamo tutti e tutte!

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Sempre al fianco di chi viene repressə!

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