Tutti aspettavano dalla giornata di ieri con il comizio di fratelli d’Italia all’arenile di Bagnoli l’ultimo evento di scontri e tafferugli per chiudere in bellezza l’ipermediatica campagna elettorale di Giorgia Meloni. Saranno rimasti delusi questurini e fascistelli dal fatto che nessuno ha abboccato alla trappola messa in campo.

Il comizio finale di Giorgia Meloni è stato un flop: conosciamo bene gli spazi dell’arenile e le poche centinaia di persone presenti sono venute in gran parte con pullman scortati da Caserta e Salerno. La presenza da Napoli si può contare in poche decine di candidati, autisti e portaborse mentre ancora più risicata è stata la presenza della decina scarsa di aderenti di FdI propriamente di Bagnoli.

Contemporaneamente, nonostante una convocazione avvenuta in poche ore, l’area flegrea ha risposto alla chiamata informale che abbiamo lanciato nei giorni scorsi con una piazza di centinaia tra studenti e studentesse, abitanti del quartiere, disoccupati e disoccupate. Non solo abbiamo impedito, come annunciato, che fascistelli e razzisti circolassero tranquillamente in un quartiere storicamente a loro ostile, ma ci siamo mossi in corteo per denunciare la militarizzazione avvenuta in particolare nella piazza adiacente l’Arenile: attività commerciali a cui è stato impedito di lavorare e macchine prelevate con il carro attrezzi nonostante un preavviso della municipale di poche ore

Non possiamo assolutamente ritenerci però felici: la gestione dell’ordine pubblico a Napoli e nelle sue periferie si fa sempre più muscolare e la presenza della Meloni a Bagnoli fa presagire un interesse forte da parte degli apparati della destra e di tutti i suoi contatti affaristi e criminali. La risposta di ieri già anticipa qualunque prospettiva: a Bagnoli non si passa e alle false promesse delle campagne elettorali di turno manterremo il livello di controllo e vigilanza per la bonifica e il lavoro e per tenere lontano sciacalli e potenti di ogni tipo.

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