Continuano gli attacchi repressivi ai danni di si oppone alla barbarie capitalista in tutte le forme.


Che si tratti di disoccupatə, lavoratori e lavoratrici in lotta; che siano attivistə o studentə a denunciare connivenze tra istituzioni accademiche universitarie e fabbriche di guerra il messaggio è chiaro: ogni tentativo di alzare la testa verrà osteggiato violentemente con l’aumentare delle contraddizioni del sistema economico e sociale capitalista.

Oltre la necessaria e incondizionata solidarietà sarà perciò fondamentale, a partire da un primo maggio di lotta, internazionalista e antimperialista, rilanciare la nostra azione contro il nemico “in casa nostra”: il governo Meloni, le imprese italiane, le alleanze entro le quali il capitalismo made in Italy si protegge.

Organizziamoci e restitiamo.

Organizziamo e chiudiamo i conti con il capitalismo.

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